Il 19 febbraio 1937 è una data segnata da un tragico evento nella storia dell’Etiopia, un evento di cui l’Italia ha troppo a lungo evitato di discutere e riflettere. Quel giorno, le strade di Addis Abeba furono teatro di un massacro brutale e indiscriminato, perpetrato dai soldati italiani contro una folla inerme radunata per una cerimonia pubblica. L’orrore di quel giorno è stato occultato per troppo tempo, mentre in Etiopia la commemorazione annuale di Yekatit 12 rimane un ricordo vivo di quelle terribili perdite.

L’episodio del massacro di Addis Abeba è stato uno dei tanti crimini commessi nel contesto dell’aggressione coloniale italiana in Africa, una storia fatta di violenza, discriminazioni e soprusi che l’Italia ha spesso preferito rimuovere dalla propria memoria nazionale. La rimozione di questi avvenimenti ha alimentato un’ignoranza diffusa e ha impedito una comprensione profonda delle conseguenze del colonialismo italiano, che continuano a riflettersi nel presente.

La mancanza di consapevolezza del passato coloniale ha contribuito alla persistenza di forme di razzismo e discriminazione nella società italiana, perché non possiamo comprendere e affrontare il presente se non conosciamo le radici storiche dei nostri problemi. È quindi urgente e necessario promuovere una rielaborazione critica e collettiva della storia coloniale italiana, affrontando apertamente i crimini del passato e le loro conseguenze sul presente.

Lo scorso anno abbiamo approvato un ordine del giorno per Istituire a Bologna, proprio in quanto città che presenta più di altre numerose tracce-simbolo di questo

pesante passato, la Giornata della memoria per le vittime del colonialismo italiano, da svolgersi il 19 febbraio, in ricordo delle vittime africane durante l’occupazione coloniale italiana.  L’Ordine del giorno (odg) rappresenta un importante passo verso il riconoscimento delle vittime del colonialismo italiano e il superamento delle ingiustizie del passato. La proposta di istituire una Giornata della memoria per le vittime del colonialismo italiano è un atto di giustizia e di rispetto verso coloro che hanno sofferto a causa delle politiche coloniali dell’Italia. Questa giornata di commemorazione offre l’opportunità di riflettere sulle violenze e gli abusi perpetrati durante il periodo coloniale e di onorare la memoria di coloro che sono stati vittime di tali atrocità.

Nel 2024 la Rete Yekatit12-19Febbraio cresce e organizza a partire dal 12 febbraio in numerose città, tra cui Roma, Bologna, Milano, Firenze, Modena, Padova, Napoli, Bari,  un calendario di appuntamenti diffusi in più città e lungo quattro mesi, per proporre riflessioni, passeggiate, concerti, proiezioni, dibattiti e momenti conviviali. Si arricchisce così un percorso di rielaborazione collettiva, studio e conoscenza della storia del colonialismo italiano, dei crimini e delle eredità di uno dei processi di rimozione storica più longevi e carichi di implicazioni politiche, sociali e culturali nel presente.  

In questo contesto, l’iniziativa della Rete Yekatit12-19Febbraio assume un ruolo fondamentale. Attraverso conferenze, dibattiti, libri, documentari e altre iniziative culturali, la Rete si impegna a mantenere viva la memoria delle vittime del colonialismo italiano e a promuovere una visione più inclusiva e consapevole della storia italiana. La proposta di istituire una Giornata della memoria per le vittime del colonialismo italiano è un passo significativo verso il riconoscimento e il superamento delle ingiustizie del passato.

È importante che questa rielaborazione critica della storia coloniale coinvolga tutte le istituzioni culturali, educative e politiche, affinché la conoscenza e la consapevolezza del passato possano diventare parte integrante della nostra identità nazionale. 

Solo attraverso un’analisi onesta e approfondita del nostro passato coloniale possiamo costruire un futuro basato sulla giustizia, sull’inclusione e sul rispetto reciproco.

La commemorazione del massacro di Addis Abeba e la riflessione sul colonialismo italiano non sono solo un dovere morale verso le vittime del passato, ma anche un impegno per costruire una società più giusta e solidale per le generazioni future. La memoria è una forza potente che può guidarci nel presente e illuminare il nostro cammino verso un futuro migliore.