Oggi è il settantaduesimo giorno di orrore in Medio Oriente. Le vittime palestinesi tra Gaza e Cisgiordania sono 19088. È come se una cittadina dalle dimensioni di Castel San Pietro o Budrio fosse scomparsa dalla cartina. La media è di 13 palestinesi morti per ogni israeliano morto. Tra le vittime oltre 300 operatori sanitari, 86 giornalisti, 35 membri del personale dell’United Nation Relief and works agency for palestine refugees in the near east.
A questi numeri sono da sommarsi le morti degli ostaggi israeliani, negli ultimi giorni è arrivata la notizia della morte di altri 3 ostaggi sotto il fuoco delle forze di difesa israeliane. L’UNICEF ha dichiarato che Gaza è il posto più pericoloso al mondo per i bambini. Davanti a tutto questo orrore non è tollerabile il silenzio. Non è tollerabile che le parole di Netanyahu scivolino nell’oblio dell’indifferenza: “Dopo l’eliminazione di Hamas, la Striscia di Gaza sarà smilitarizzata e sarà sotto il controllo della sicurezza israeliana. Nonostante il dolore, nonostante la pressione internazionale, andiamo avanti fino alla fine, niente ci fermerà”.
Noi la fine non la vogliamo vedere, altri morti civili non sono sopportabili. Ogni lunedì interverremo per ricordare che ciò che sta accadendo è una follia in alcun modo giustificabile e in grado di produrre solo altro odio e morte.