Sono ormai accertati più di 30 morti e altre decine di feriti nell’attacco israeliano su un campo profughi vicino a Rafah. Nessun obiettivo militare può giustificare le immagini che stanno circolando sui giornali e sui social.

La Mezzaluna Rossa Palestinese (Prcs) ha riferito che molte delle persone all’interno delle tende sono state “bruciate vive”.

La strage è stata sostanzialmente confermata non solo da fonti palestinesi ma anche da Medici Senza Frontiere che ha fatto sapere che centottanta feriti e 28 morti sono stati portati al loro centro per stabilizzazione per pazienti con traumi.

Davanti a tutto questo non si può che inorridire per la brutalità del massacro in corso a Gaza, quello che è successo dimostra ancora una volta che nessun luogo è sicuro.

Come gruppo continuiamo a chiedere un cessate il fuoco immediato e duraturo, che possa permettere lo sviluppo di un dialogo pacifico e la ricerca di soluzioni alle tensioni che ad oggi paiono inarginabili.