La liberazione di Hamid Nouri, condannato all’ergastolo nel 2022 dal tribunale di Stoccolma per il suo ruolo nelle esecuzioni di massa degli oppositori del regime islamico nel 1988, è un grave colpo per il popolo iraniano e per i difensori dei diritti umani. Identificato come assistente del sostituto procuratore presso la prigione di Gohardasht, Nouri era stato riconosciuto colpevole di crimini contro l’umanità. Il massacro del 1988, ordinato da Khomeini, vide l’esecuzione di circa 5.000 persone.

La sua liberazione insulta le vittime del massacro e rafforza l’impunità del regime iraniano, minando la speranza di giustizia per il popolo iraniano. Questo atto rappresenta una sconfitta per i difensori dei diritti umani e per la credibilità della Svezia, che ha ceduto alle pressioni iraniane, violando i principi del diritto internazionale.

La Svezia ha liberato Nouri in cambio del rilascio di Johan Floderus, arrestato in Iran nel 2022. La vicenda di Azizi, un altro detenuto con doppia nazionalità, evidenzia l’uso di cittadini stranieri come pedine nei negoziati con l’Occidente. Il governo italiano dovrebbe condannare questo atto e riaffermare il proprio impegno nella difesa dei diritti umani a livello internazionale.