Alle elezioni europee, l’affluenza in Italia è scesa al 49,69%, segnando un calo del 6,4% rispetto al 2019. A livello europeo, l’affluenza è stata del 48,21%, in calo del 6,29%. In Italia, solo nelle circoscrizioni del Nord e del Centro si è superato il 50%. Questo significa che, per la prima volta, meno di un italiano su due ha partecipato alle elezioni europee. L’Emilia Romagna ha registrato l’affluenza più alta (59%), ma comunque in calo rispetto al 2019. A Bologna, hanno votato il 57,31% degli elettori.

Una settimana prima delle elezioni, è stata organizzata un’iniziativa di “voto simbolico” per dare voce agli stranieri che non possono votare. A Bologna, sono stati allestiti sei seggi e “seggi itineranti” in bicicletta, con voto anche online. Hanno partecipato 221 residenti senza cittadinanza e 15 online, con 16 schede nulle o bianche. Il Partito Democratico ha ottenuto il 46,72% dei voti, seguito da Stati Uniti d’Europa (14,41%) e Movimento 5 Stelle (13,10%).

Un referendum ha visto la vittoria del “Sì” su due quesiti riguardanti la cittadinanza e il diritto di voto per i migranti. Il primo quesito, sulla cittadinanza per i nati in Italia da genitori stranieri e per i minorenni arrivati da almeno cinque anni, ha ottenuto 225 voti favorevoli e 13 contrari. Il secondo, sul diritto di voto locale per i migranti residenti, ha avuto 218 voti favorevoli e 20 contrari.

Il calo di partecipazione solleva preoccupazioni sulla disaffezione verso le istituzioni europee, indicando un possibile malessere politico e sociale. Le cause sono complesse, tra cui la percezione di distanza dalle istituzioni, mancanza di informazione e sfiducia nella capacità di risolvere problemi concreti. Una riflessione profonda su come riavvicinare i cittadini alla politica europea è essenziale per invertire questa tendenza e rafforzare la partecipazione democratica.