Summit Italia-Africa, al centro del Piano Mattei lo sviluppo energetico.
L’appello della società civile africana contro il Piano Mattei svelato dal governo italiano al Summit Italia-Africa è un richiamo potente contro il presunto colonialismo del fossile. L’uso del gas naturale, ambito dall’Europa in crisi energetica, viene respinto con forza con lo slogan “Don’t gas Africa”.
Le ottanta organizzazioni firmatarie manifestano preoccupazione per il possibile impatto del Piano, temendo che le élite e le grandi imprese africane siano gli unici interlocutori, ignorando le reali necessità della società civile. Esprimono la preoccupazione che il Piano, convertito in legge il 10 gennaio, favorisca investimenti in progetti di petrolio e gas fossile, minacciando il benessere africano e ostacolando la transizione energetica verso fonti rinnovabili. Chiedono un cambiamento nelle relazioni Europa-Africa, mettendo fine agli approcci neocoloniali, coinvolgendo attivamente la società civile africana e promuovendo una transizione verso energie rinnovabili per garantire l’accesso all’elettricità a milioni di africani. Si sono ricevuti con tutti gli onori capi di Stato e i loro rampolli cleptocrati, con le mani sporche di sangue e affamatori di milioni di loro concittadini. Obbiettivo fare affari assieme e fermare il flusso dei migranti verso il nostro Paese.
E’ un mondo capovolto dove dominano logiche che mirano a tutelare interessi di pochi e consolidare il potere di altri. I diritti umani vanno tutelati, sì. Ma solo a parole. Penso al povero presidente Mattarella costretto a stringere mani sporche di sangue e ad Enrico Mattei che si rivolta nella tomba. Francamente non credo che nessuno dei due ne abbia alcuna voglia.