Oggi vogliamo ricordare  Giacomo Matteotti, un uomo il cui coraggio e integrità risuonano ancora cento anni dopo la sua tragica morte. Il murales inaugurato sul Liceo Copernico è solo l’inizio di una serie di iniziative che Comune, Università di Bologna e Fondazione Gramsci Emilia-Romagna hanno organizzato per onorare questo grande deputato socialista, antifascista e laureato dell’Alma Mater bolognese.

Stamattina  alle 12, in via Fondazza 32, è stata apposta una targa sulla casa dove Matteotti visse durante i suoi anni da studente.

In serata, alle 21.20, il ponte di via Matteotti sarà illuminato con una frase emblematica: “Noi siamo per la più intera e assoluta libertà per tutti”. Anche in questo momento sarà presente il Sindaco, a ricordarci che la battaglia di Matteotti per la libertà non è stata vana.

Le elezioni dell’aprile 1924 furono macchiate da brogli e violenze del partito fascista. Matteotti, dai banchi dell’opposizione, non esitò a denunciare queste atrocità, dicendo: “Noi deploriamo che si voglia dimostrare che solo il nostro popolo nel mondo non sa reggersi da sé e deve essere governato con la forza. (…) Voi volete ricacciarci indietro. Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano al quale mandiamo il più alto saluto e crediamo di rivendicarne la dignità”.

Il 10 giugno 1924, Giacomo Matteotti, segretario del Partito Socialista Unitario, venne rapito e ucciso per ordine di Benito Mussolini, nel tentativo di mettere a tacere le sue denunce. Già nel marzo 1922, Matteotti aveva pubblicato la famosa “Inchiesta socialista sulle gesta dei fascisti in Italia”, denunciando le violenze fasciste contro militanti e istituzioni socialiste. Nel 1924, nonostante il ritiro del passaporto, Matteotti si recò a Londra per informare il mondo sulla minaccia del totalitarismo fascista.

Rientrato in Italia, il 30 maggio Matteotti tenne il suo ultimo discorso alla Camera. “Voi che oggi avete in mano il potere e la forza – disse – dovreste meglio di tutti gli altri essere in grado di far osservare la legge da parte di tutti. (…) Se la libertà è data ci possono essere errori, eccessi momentanei, ma il popolo italiano, come ogni altro, ha dimostrato di saperseli correggere da sé medesimo”. Questo discorso, pieno di passione e verità, fu la sua condanna a morte. Mussolini definì l’intervento di Matteotti “mostruosamente provocatorio”, e pochi giorni dopo il deputato socialista fu rapito e assassinato.

Il corpo di Matteotti fu ritrovato solo il 16 agosto nei pressi del comune di Riano, e migliaia di lavoratori resero omaggio alla sua salma mentre il treno riportava il suo corpo a Fratta Polesine. La sua morte scosse profondamente la nazione e ispirò molti, incluso Sandro Pertini, a lottare contro l’oppressione fascista.

Matteotti è stato, ed è ancora, un simbolo di resistenza e dedizione alla libertà. La sua vita e il suo sacrificio ci ricordano che la libertà e la giustizia sono conquiste da difendere ogni giorno. Come lui stesso disse, “Noi siamo per la più intera e assoluta libertà per tutti”. In suo onore, continuiamo a portare avanti la sua battaglia, affermando con forza che la democrazia e la libertà non moriranno mai.