Ci tengo a precisare che ho pieno rispetto di chi è perplesso su città 30 e di chi rappresenta queste perplessità, sono consapevole che come amministrazione stiamo chiedendo un cambiamento radicale nello stile di guida e al contempo stiamo proponendo una città dal nuovo volto, che verrà realizzata con i 24 milioni dedicati sul tema e che sarà sempre più alla portata di tutte e tutti. 

A proposito di trasformazioni sociali lo scrittore statunitense Alinsky scriveva: “Il cambiamento significa movimento. Il movimento significa attrito. Solo nel vuoto senza attrito di un inesistente mondo astratto il movimento o il cambiamento possono verificarsi senza conflitti”.

La storia, in primis quella della nostra città, ci insegna che ogni grande cambiamento è stato accompagnato da attriti, che hanno poi piano piano consolidato il cambiamento stesso, perfezionandolo e arricchendolo. Credere in una visione di città e proporla per atti e con azioni non vuole dire chiudere il dialogo e instaurare una dittatura, soprattutto dopo una tornata elettorale che ci ha dato mandato di realizzare questo progetto.

Per generare attrito è evidente che servono idee e una postura credibile nel presentarle, è altrettanto evidente che chi del centro destra si è esposto a livello nazionale, Salvini, non ha né idee né una postura credibile, oltre a prendere sul serio frasi chiaramente pronunciate con tono ironico dal Sindaco a margine di un intervista. Qui l’unico a fare dei poveri uccellini, con tanto di effetti sonori, un argomento nel solco del dibattito su città 30 è stato proprio il Capitano della Lega, dimostrando di non avere un’idea sul tema, impostando la sua arringa con il famoso schema retorico dell’elenco per riempire il vuoto di un’ora che si era creato nel feed delle sue pagine social.

Alinsky nella sua definizione di cambiamento, si è dimenticato di un terzo fattore oltre all’attrito e al movimento: la polvere che questo sfregamento produce. Salvini e chi nei toni lo segue ha il ruolo della polvere, produce confusione fumosa nel tentativo di rappresentante gli umori e prendere la forma di qualcosa. Come la polvere, finito l’attrito prodotto da altri, cessa di esistere e con una spazzata scompare.