Una famiglia senegalese è stata vittima di una grave aggressione razziale a Bologna in zona Corticella. I figli (un bambino e una bambina) sono stati portati al pronto soccorso.

Queste forme di discriminazione, dalle più sottili a quelle istituzionali, non possono essere semplicemente ignorate o minimizzate. Sono fenomeni complessi, radicati nel tessuto stesso della nostra comunità, e richiedono una risposta decisa e collettiva.

Le discriminazioni e le violenze razziste non sono solo episodi isolati o straordinari, ma sono presenti nei luoghi più comuni della nostra vita quotidiana: sugli autobus, nei ristoranti, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e persino nei nostri stessi condomini. Questi atti possono assumere forme diverse, dalle parole offensive alle violenze fisiche, e colpiscono le persone nei loro diritti fondamentali e nella loro dignità umana.

Non possiamo più restare in silenzio di fronte a queste ingiustizie. Non possiamo permettere che il razzismo e la xenofobia diventino la normalità della nostra società. È nostro dovere morale combattere questi fenomeni, non solo attraverso le parole, ma con azioni concrete e un impegno totale per la giustizia e l’uguaglianza per tutti. È importante riconoscere che il razzismo non è solo un problema individuale, ma è radicato in istituzioni, partiti politici e nei media. Questi attori collettivi devono assumersi la responsabilità di combattere attivamente il razzismo e promuovere la diversità e l’inclusione nella nostra società. Mi sono recentemente imbattuto in un sito web intitolato “Razzismo quotidiano”, che documenta gli attacchi razzisti e xenofobi in tutta la nostra regione. Gli esempi che ho letto sono sconcertanti e richiedono una risposta immediata e decisa da parte di tutti noi.

Prendiamo ad esempio l’ordinanza del Prefetto di Bologna che revoca l’accoglienza di richiedenti asilo senza alcuna considerazione per la loro vulnerabilità o dignità umana. Questo è un chiaro esempio di discriminazione istituzionale che non possiamo permettere. Oppure l’incitamento alla violenza e all’odio propagato da gruppi come la “Werewolf Division” su Telegram, che ricorda le pagine più oscure della storia e ci ricorda quanto sia importante combattere la propaganda razzista e xenofoba in tutte le sue forme. E non possiamo ignorare i gesti di discriminazione nei confronti di giocatori di basket o tifosi negli stadi, che perpetuano stereotipi dannosi e alimentano un clima di odio e divisione.

Dobbiamo agire, e dobbiamo farlo insieme. Ogni singolo individuo ha il potere e la responsabilità di combattere il razzismo e promuovere un mondo in cui ogni persona è rispettata e valorizzata per la propria unicità e diversità.

È il momento di alzare la voce, di unirci e di agire con determinazione contro ogni forma di discriminazione e odio. Per questo presentiamo un’ordine del giorno urgente sul tema.

Oggi, c’è un urgenza da affrontare, il dilagare del razzismo, dell’antisemitismo, dell’anti-ziganismo e dell’islamofobia nella nostra società. In alcune zone di Bologna sono rispuntate le ronde dei militanti della “Rete dei Patrioti” (che riunisce movimenti, associazioni e comitati di estrema destra). 

Una famiglia senegalese è stata vittima di una grave aggressione razziale a Bologna in zona Corticella. I figli (un bambino e una bambina) sono stati portati al pronto soccorso.

Queste forme di discriminazione, dalle più sottili a quelle istituzionali, non possono essere semplicemente ignorate o minimizzate. Sono fenomeni complessi, radicati nel tessuto stesso della nostra comunità, e richiedono una risposta decisa e collettiva.

Le discriminazioni e le violenze razziste non sono solo episodi isolati o straordinari, ma sono presenti nei luoghi più comuni della nostra vita quotidiana: sugli autobus, nei ristoranti, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e persino nei nostri stessi condomini. Questi atti possono assumere forme diverse, dalle parole offensive alle violenze fisiche, e colpiscono le persone nei loro diritti fondamentali e nella loro dignità umana.

Non possiamo più restare in silenzio di fronte a queste ingiustizie. Non possiamo permettere che il razzismo e la xenofobia diventino la normalità della nostra società. È nostro dovere morale combattere questi fenomeni, non solo attraverso le parole, ma con azioni concrete e un impegno totale per la giustizia e l’uguaglianza per tutti. È importante riconoscere che il razzismo non è solo un problema individuale, ma è radicato in istituzioni, partiti politici e nei media. Questi attori collettivi devono assumersi la responsabilità di combattere attivamente il razzismo e promuovere la diversità e l’inclusione nella nostra società. Mi sono recentemente imbattuto in un sito web intitolato “Razzismo quotidiano”, che documenta gli attacchi razzisti e xenofobi in tutta la nostra regione. Gli esempi che ho letto sono sconcertanti e richiedono una risposta immediata e decisa da parte di tutti noi.

Prendiamo ad esempio l’ordinanza del Prefetto di Bologna che revoca l’accoglienza di richiedenti asilo senza alcuna considerazione per la loro vulnerabilità o dignità umana. Questo è un chiaro esempio di discriminazione istituzionale che non possiamo permettere. Oppure l’incitamento alla violenza e all’odio propagato da gruppi come la “Werewolf Division” su Telegram, che ricorda le pagine più oscure della storia e ci ricorda quanto sia importante combattere la propaganda razzista e xenofoba in tutte le sue forme. E non possiamo ignorare i gesti di discriminazione nei confronti di giocatori di basket o tifosi negli stadi, che perpetuano stereotipi dannosi e alimentano un clima di odio e divisione.

Dobbiamo agire, e dobbiamo farlo insieme. Ogni singolo individuo ha il potere e la responsabilità di combattere il razzismo e promuovere un mondo in cui ogni persona è rispettata e valorizzata per la propria unicità e diversità.

È il momento di alzare la voce, di unirci e di agire con determinazione contro ogni forma di discriminazione e odio. Per questo presentiamo un’ordine del giorno urgente sul tema.