Si è arrivati al voto sulla Delibera di conformità urbanistica relativa all’opera del Passante di nuova generazione, cioè dell’allargamento dell’attuale carreggiata di autostrada e tangenziale da 12 a 16 corsie ed in alcuni punti fino a 18.

È da anni che si cercano soluzioni in merito al tema del traffico privato e commerciale su gomma del nodo di Bologna. Le varie ipotesi in campo in questi vent’anni di dibattito sono state:

1) La realizzazione del Passante Sud o Nord, o come auspicato nell’ultima campagna elettorale dal candidato Sindaco Fabio Battistini, la realizzazione immediata del Passante Sud, con una galleria da San Lazzaro a Sasso Marconi, e la contestuale valutazione di fattibilità di un passante autostradale a Nord, banalizzando il già esistente Passante di Mezzo a “semplice” asse tangenziale. Questa soluzione è certamente molto più impattante a livello ambientale rispetto all’allargamento del Passante di Mezzo, visto il massiccio intervento richiesto, con la costruzione di due nuove strade al momento inesistenti e la mutazione del paesaggio collinare con la realizzazione della galleria prevista con il Passante Sud.

2) La proposta dei movimenti ambientalisti di non realizzare alcun allargamento del già esistente Passante di Mezzo e nessuna infrastruttura ulteriore dedicata al traffico su gomma, puntando invece al completamento del Sistema Ferroviario Metropolitano, della rete ciclabile e del sistema di trasporto pubblico cittadino. Questa soluzione ha la debolezza di non affrontare il problema del traffico su gomma: lascia un’infrastruttura vecchia così come è ed ignora una problematica che purtroppo c’è e non può essere totalmente risolta con il potenziamento dei servizi precitati seppur sia fondamentale implementarli fino a renderli alternativa solida di mobilità.  

3) La proposta votata ieri dell’allargamento del già esistente Passante di Mezzo, arricchita con una serie di mitigazioni dell’impatto ambientale, tra cui 15 km di ciclabili e la piantumazione di alberi, la costituzione dell’Osservatorio ambientale sul Passante e il potenziamento del Sistema Ferroviario Metropolitano, in ottica di un sistema di mobilità integrato e con alternative al traffico su gomma sempre più strutturate. (Consiglio la lettura della delibera e dell’ODG votato per avere una visione più completa del progetto). 

Quest’ultima soluzione è quella che da sempre è stata più vicina alla realizzazione, accompagnata da studi più approfonditi e da un progetto politico nazionale e regionale, oltre a numerosi spazi di confronto democratico, comprese tre tornate elettorali che hanno sempre incluso il tema nei programmi dei candidati votati dai cittadini. Va precisato che il Consiglio comunale ha deliberato a favore al Passante negli anni passati, inoltre è da ribadire che la realizzazione dell’opera è di competenza di enti regionali e nazionali. L’ultimo passaggio che il Consiglio comunale neo insediato si è trovato ad affrontare è stato meramente consultivo, infatti se quest’ultimo si fosse compattamente opposto all’opera, questa sarebbe comunque stata realizzata. Si è fatto per questo la scelta di lavorare a una mediazione con i vari soggetti coinvolti per arrivare ad una delibera il più completa possibile e alla presentazione di un ODG studiato dalle forze di maggioranza che andasse ad integrare e puntellare il progetto con un chiaro indirizzo politico rivolto a garantire ulteriori tutele nel percorso di realizzazione. 

È importante ricordare, a differenza di quanto alcune testate giornalistiche e forze politiche stanno riportando, che la fase 2 (contenente molte delle mitigazioni ottenute con le trattative) non è volatile e discrezionale, ma vincolante per la realizzazione dell’intero progetto. Questa deve essere definita prima che inizino i cantieri della fase 1 con un cronoprogramma dettagliato. 

Un’ultima considerazione: l’azione politica mi è sempre stata raccontata o come un gioco nobile e lento di mediazione o come un coraggioso e dirompente slancio verso la rottura degli schemi.  A tratti mi sono pienamente trovato nella prima logica politica, in altri momenti, di piena rabbia, il secondo modo di fare politica ha preso possesso di me. Al termine di questi due mesi posso dire di averne scoperto un terzo nel quale penso che il progetto della mobilità per Bologna si collochi. Una “Mediazione di rottura”, di un dialogo serrato e spigoloso che tiene in considerazione tutte le problematiche fattuali con un obiettivo ultimo ben chiaro: l’ancora lontana sostenibilità che in questi 5 anni dobbiamo inseguire con tutte le nostre energie.

Io e Siid per quanto ci è possibile metteremo sempre i piccoli poteri di indirizzo e controllo del Consigliere comunale a disposizione di chi vorrà portare avanti un dialogo serio e determinato al raggiungimento dell’obiettivo di una mobilità sempre più rispondente alle esigenze dei cittadini e sostenibile. 

Il percorso non è finto ieri, è iniziato oggi!

Giacomo Tarsitano