Il futuro di Bologna si plasma oggi, attraverso una visione audace e innovativa volta a trasformare la nostra città in un faro di progresso e tecnologia. L’iniziativa di creare una Silicon Valley europea qui da noi, sostenuta da oltre 1,5 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati, di cui parte grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), rappresenta un impegno concreto verso la costruzione di un ecosistema all’avanguardia, dove convergono il clima, il supercalcolo, l’intelligenza artificiale, i big data, lo sport, la cultura, l’intrattenimento e le energie pulite.

Il distretto Tek (Technology, entertainment, knowledge) è il fulcro di questa trasformazione, un ambiente dinamico dove si sviluppano progetti innovativi destinati a ridefinire il volto della città. Tra questi, spicca il nuovo polo dell’intrattenimento e della cultura presso la Fiera, ideato dall’archistar Mario Cucinella, e il Villaggio dell’innovazione digitale di fronte al Tecnopolo, concepito come un centro di eccellenza per imprese, centri di ricerca e residenze.

Tuttavia, mentre ci immergiamo nella promettente era dell’innovazione, non possiamo ignorare le sfide concrete che la nostra comunità affronta quotidianamente. Una di queste sfide è rappresentata dal problema abitativo, acuito dalla diffusione degli affitti brevi, che ha raggiunto livelli preoccupanti nella nostra città. Piattaforme come Airbnb hanno reso sempre più attraente l’opzione di mettere a disposizione alloggi per brevi periodi, alimentando un mercato che, se da un lato può essere vantaggioso per i proprietari, dall’altro crea gravi disequilibri nella distribuzione degli spazi abitativi e nella coesione sociale.

La pandemia ha amplificato questa tendenza, con un crollo temporaneo del 22% nel numero di appartamenti disponibili su Airbnb, seguito da un rapido ritorno ai livelli pre-pandemici, se non addirittura superiori. Ciò che preoccupa maggiormente è il crescente dominio dei cosiddetti ‘corporate host’, grandi reti di gestione turistica che controllano centinaia di appartamenti, relegando gli host non imprenditoriali, spesso residenti nella città, in una posizione di svantaggio economico.

Questa concentrazione di potere economico nelle mani di pochi attori ha un impatto significativo sulla vita dei cittadini. Oltre a privare studenti e famiglie di accesso a soluzioni abitative a lungo termine, la trasformazione di interi quartieri in destinazioni turistiche create ad hoc mina la coesione sociale e l’identità comunitaria. Inoltre, il fenomeno degli affitti brevi contribuisce a una crescente precarietà nel mercato del lavoro, con effetti negativi sulla stabilità economica e sociale dei nostri concittadini.

È quindi chiaro che, se vogliamo realizzare pienamente la nostra visione di Bologna come capitale europea dell’innovazione digitale, dobbiamo affrontare il problema abitativo con urgenza e determinazione. Inoltre, dobbiamo garantire che il processo di sviluppo urbano sia inclusivo e rispettoso delle esigenze di tutte le fasce della popolazione.

Per questo motivo, come gruppo, abbiamo deciso di promuovere un’udienza conoscitiva sull’argomento, al fine di esaminare attentamente l’impatto degli affitti brevi sulla nostra città e di proporre soluzioni concrete che promuovano una distribuzione equa della ricchezza generata dal turismo. È nostro dovere assicurare che Bologna rimanga una città viva e vibrante, dove ognuno ha la possibilità di costruire un futuro migliore.