Siamo preoccupati per la decisione di procedere nel licenziamento di 15 giornalisti dell’agenzia DIRE che, da 35 anni, rappresenta una delle più importanti voci nel panorama dell’informazione primaria in Italia e alla quale anche il Comune di Bologna si affida.

Per questo l’assemblea delle giornaliste e dei giornalisti dell’agenzia Dire ha proclamato due giorni di sciopero, giovedì e venerdì della scorsa settimana, giunti al culmine di quasi due anni, iniziati con l’arresto dell’ex editore e costellati dal ricorso ad ammortizzatori sociali con la decurtazione di fatto di quasi il 30% degli stipendi, oltre a sacrifici sul piano operativo enormi per mantenere quantità e qualità dei notiziari.

Le giornaliste e i giornalisti della Dire ritengono incomprensibile la volontà dell’azienda di voler procedere con un piano di licenziamenti poco prima che si completi la riforma delle agenzie stampa messa in campo dal dipartimento dell’Editoria di Palazzo Chigi. Tale riforma, che comprenderà anche i bandi verticali che si svolgeranno nella prima parte del 2024, porterà nuove risorse pubbliche all’azienda che, invece di tutelare i posti di lavoro, ha scelto di massimizzare i risparmi tagliando il numero dei giornalisti, contrastando lo spirito stesso della riforma e mettendo a rischio il futuro stesso dell’agenzia.

Crediamo come gruppo che sia fondamentale fare tutto il possibile per evitare l’impoverimento di redazioni che garantiscono un’informazione puntuale ed approfondita, della quale più che mai oggi c’è bisogno. Per questo esprimiamo massima solidarietà e ci rendiamo disponibili ad intraprendere tutte le azioni politiche e civiche praticabili.