A pochi giorni dagli incontri del 20 febbraio, che hanno scosso le fondamenta dell’opinione pubblica con la partecipazione appassionata di centinaia di persone, ci siamo trovati di nuovo riuniti per un altro importante momento di mobilitazione. Una manifestazione indetta da Europe for Peace e dal Portico della Pace ci ha radunati per chiedere con forza il cessate il fuoco in Palestina e in Ucraina, non solo qui a Bologna, ma in altre 120 piazze italiane. 

Guardando attorno a noi, abbiamo visto le bandiere della pace sventolare fieramente, accanto a quelle dei partiti e sindacati, e striscioni che gridano un’unica richiesta: che le guerre si fermino. È in questo contesto che piazza Lucio Dalla si rivela come un luogo di incontro e di lotta per un mondo migliore. 

È ora di porre fine al ciclo infernale della guerra, e il modo per farlo è chiaro. Dobbiamo ridurre immediatamente le spese militari a favore della spesa sociale, sanitaria e per la tutela dell’ambiente. Dobbiamo convertire l’industria bellica, che oggi trae profitti dall’orrore dei conflitti armati, verso scopi pacifici e costruttivi. Dobbiamo chiedere con urgenza il cessate il fuoco in Ucraina e nella Striscia di Gaza, garantendo la libertà agli ostaggi israeliani e ai prigionieri palestinesi, ponendo fine all’assedio e all’isolamento di Gaza e garantendo l’accesso agli aiuti umanitari. Ma non è tutto. 

Dobbiamo anche riconoscere lo Stato di Palestina e porre fine all’occupazione e alla violenza in Cisgiordania. Non possiamo dimenticare le altre aree di crisi nel mondo, dall’Afghanistan al Myanmar, dal Nagorno Karabakh all’Iran. Chiediamo un impegno concreto da parte dei nostri governi, incluso lo stanziamento dello 0,7% del Pil a favore della cooperazione allo sviluppo. È tempo di promuovere conferenze regionali di pace sotto l’egida delle Nazioni Unite, per ricostruire la convivenza e la sicurezza in regioni martoriate da guerre in Medio Oriente e in Africa. Alessandro Bergonzoni, che ci ha invitato alla sollevazione contro tutte le guerre in corso. Dobbiamo alzarci, uniti e determinati, a difesa della pace e della dignità umana. Il nostro impegno non finirà qui. Continueremo a lottare, a mobilitarci, a gridare forte il nostro messaggio di pace, finché non vedremo un mondo libero dalle armi e dalla violenza.